CORRO, NON SALVO IL MONDO
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Eloisa Coiro ha recentemente stabilito il primato italiano nella disciplina degli 800 m ai campionati europei di atletica leggera in corso a Birmingham.
Sicuramente Eloisa è seguita, come tante altre atlete e atleti a quel livello, da un mental coach.
Nelle parole di Eloisa che cerca di guardarsi dall’esterno, di contestualizzare la propria esistenza, di evitare di assolutizzare le sofferenze ma anche l’esaltazione per i successi conseguiti, vedo il lavoro del mental coach, che aiuta Eloisa ad affrontare gli strappi, il vento dell’eccesso di entusiasmo ma anche le rapide e i precipizi degli infortuni, dei contrattempi e delle sconfitte.
Quindi la frase “corro non salvo il mondo” ha proprio questo significato: di dare le giuste dimensioni ai fatti che le accadono intorno, non farsi prendere e trascinare dagli eventi, anche quando si è protagonisti di una grande vittoria.
Forse per un desiderio di protagonismo mi viene naturale pensare alla mia esistenza e alla mia attività professionale di ingegnere idraulico e per l’ambiente e il territorio: io, al contrario di Eloisa, con i miei studi, anche se spesso inascoltato, salvo il mondo.
Corro poco (anche se amo correre ma la schiena non è sempre d’accordo) e, soprattutto, non dispongo di un mental coach.
E nessuno mi convoca per andare a Birmingham.

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