APPELLO ALLE ISTITUZIONI E ALLA CITTÀ METROPOLITANA DI VENEZIA tra incendi e allagamenti: serve un nuovo Patto per la Sicurezza, l’Ambiente e la Democrazia Partecipativa
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Vivere nell’entroterra veneziano sta diventando un esercizio per cuori forti e per polmoni resilienti.
Un’esistenza ad alta tensione segnata dalla ricorrenza di emergenze ambientali e idrauliche: dal rovinoso allagamento che il 21 agosto 2025 ha funestato la terraferma, fino ai drammatici eventi del 30 e 31 luglio 2026, quando l’ennesimo incendio all’interno di un deposito di rifiuti metallici a Porto Marghera ha reso l’aria di Mestre e dei comuni limitrofi irrespirabile.
L’ampia colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza e spinta verso nord-est, ha riportato drammaticamente al centro del dibattito un tema cruciale: la tutela della salute e del territorio non può più essere gestita come una perenne ed estemporanea emergenza.
Di fronte a eventi di questa gravità, la risposta delle istituzioni appare insufficiente e superata:
- Sistemi di allerta inadeguati: l’ordinanza di tenere chiuse le finestre è giunta a molti cittadini solo tramite social network o passaparola. In contesti simili è doveroso e urgente impiegare i sistemi di allerta diretta (IT-Alert, SMS d’emergenza o altri canali istituzionali capillari) per garantire l’adozione immediata delle misure di autoprotezione.
- Rischi legati alla deindustrializzazione: il progressivo e incerto processo di dismissione di parte del polo industriale di Porto Marghera rischia di tradursi in un calo dei presidi di sicurezza e della manutenzione. La storia industriale — da Bhopal in poi — dimostra che quando la prevenzione e i controlli si riducono, le conseguenze sulla vita delle persone possono essere devastanti.
- Limiti della governance attuale: far fronte a queste crisi non può ridursi alla nomina di singoli superconsulenti o esperti di nomina fiduciaria. Serve una visione sistemica, strutturata e condivisa.
Le nostre richieste urgenti
Rivolgiamo un appello al Sindaco di Venezia Simone Venturini, al Presidente della Regione Veneto, agli enti di controllo (ARPAV, Vigili del Fuoco, USLL) e all’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia, affinché si passi immediatamente dalle raccomandazioni all’azione con misure concrete:
Trasparenza e verità ambientale
- Ricostruzione pubblica e trasparente delle cause dei recenti incendi e pubblicazione tempestiva dei dati sul monitoraggio delle sostanze inquinanti disperse nell’aria e nel suolo.
- Verifica straordinaria delle condizioni di sicurezza e dello stato di manutenzione di tutti gli impianti di Porto Marghera, con un focus prioritario sui siti in via di dismissione o riconversione.
Modernizzazione della Protezione Civile e dei sistemi di allerta
- Attivazione immediata di un protocollo di allerta rapida tramite SMS/IT-Alert per qualsiasi evento ad alto rischio ambientale o idrogeologico che interessi la popolazione.
Un nuovo patto di Democrazia Partecipativa per il territorio
- Promozione di un processo partecipativo permanente basato sulla metodologia e sui criteri qualitativi dei Contratti di Fiume, che coinvolga attivamente istituzioni, autorità tecniche, università, associazioni ambientaliste, ordini professionali e comitati di cittadini.
- Apertura di un Tavolo Permanente sulla prevenzione e la sostenibilità urbana per definire una strategia integrata di adattamento ai cambiamenti climatici e di messa in sicurezza industriale.
Nuovi standard di sostenibilità urbana
- Adozione di parametri scientifici avanzati per il miglioramento della qualità della vita e della resilienza urbana, come la regola del 3-30-300 del Prof. Cecil Konijnendijk (almeno 3 alberi visibili da ogni casa, 30% di copertura arborea nei quartieri, 300 metri di distanza massima da un parco o spazio verde di qualità) e il relativo corollario di Pattaro, per contrastare l’effetto “isola di calore”, migliorare il drenaggio delle acque meteoriche e purificare l’aria.
Agire Ora
La tutela della salute pubblica, della trasparenza e dell’ambiente non tollera più rinvii. Se l’amministrazione comunale e gli enti di governo del territorio ritengono di non disporre da soli degli strumenti o delle risorse necessarie, abbiano il coraggio di aprire le porte alle migliori competenze scientifiche, tecniche e civiche presenti sul territorio.
La sicurezza dei cittadini deve diventare la priorità assoluta, prima che la prossima emergenza ci ricordi, ancora una volta, ciò che oggi è già tragicamente sotto gli occhi di tutti.

