I PENSIERI LUNGHI DI BERLINGUER, QUELLI ERMETICI DI CACCIARI E QUELLI CORTISSIMI DI PATTARO
…
L’eredità dei “Pensieri Lunghi” e la democrazia bloccata
C’era un tempo in cui l’Italia viveva una democrazia bloccata, divisa dalle logiche della Guerra Fredda. In quel contesto, il Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer, pur raccogliendo tra il quarto e il terzo dei consensi nazionali fino a diventare il primo partito, veniva trattato alla stregua di una forza clandestina, permanentemente esclusa dal governo.
Quell’immobilità aprì la strada a stagioni di malgoverno e corruzione che sarebbero esplose solo anni dopo. Eppure, proprio in quegli anni difficili, Berlinguer seppe tracciare la prospettiva dei “pensieri lunghi”: una visione realistica di reale alternanza a un sistema conservatore e talvolta reazionario, fortemente influenzato dall’asse geopolitico statunitense.
Avevo solo 12 anni quando Enrico Berlinguer ci lasciò.
Ero un ragazzino, ma avvertivo già tutto il fascino e il carisma mite di una figura così composta e gentile; mi sentivo totalmente berlingueriano nel modo di pensare.
Ricordo la commozione profonda per quella tragica e quasi eroica scomparsa, tanto da convincere mio padre a portarmi a Roma, a confondermi tra i milioni di persone che parteciparono al suo funerale.
Con la caduta del muro di Berlino si aprì finalmente lo spazio per l’alternanza e si scoperchiò il calderone della corruzione, ma i tempi erano purtroppo maturi per i populismi, le forze disgregatrici, gli egoismi.
Alle brevi stagioni di vocazione progressista e migliorista si sono così succeduti i governi populisti, la Lega, il ritorno dei parafascisti e il populismo grillino.
L’analisi di Cacciari: il realismo ermetico e la crisi del presente
Oggi quel mondo politico non esiste più.
I partiti si sono ridotti a poco più di comitati elettorali e la complessità attuale viene spesso liquidata con formule algoritmiche.
Lo dimostra la recente intervista rilasciata a la Nuova Venezia da Massimo Cacciari, uno degli intellettuali più popolari del centrosinistra e storico sindaco di Venezia.
Analizzando la pesante sconfitta locale e la crisi del “campo largo”, Cacciari usa parole trancianti, quasi ermetiche nella loro spietata lucidità.
Parla di una sinistra che ha perso “la zucca”, incapace di rinnovare la propria classe dirigente e di comprendere le dinamiche tecniche dell’elettorato (come l’incognita del voto del M5S, pronto a dimezzarsi se non si esprime su un proprio candidato).
Di fronte a un centrodestra locale che sa schierare trentenni capaci e dialoganti, la replica di Cacciari alla crisi è un rassegnato “mettersela via”, condensato in una metafora cinica: quando la situazione è compromessa, agitarsi peggiora solo le cose.
I “Pensieri Cortissimi” di Pattaro
A questo realismo rinunciatario e ai grandi scenari del passato, scelgo di replicare con i miei “pensieri cortissimi”.
Viviamo in un mondo dominato da cellulari, intelligenze artificiali e plutocrati; un mondo più ingiusto, bellicoso e discriminante. Assistiamo quasi quotidianamente a nuove guerre scatenate spudoratamente per il controllo delle risorse (petrolio, acqua, terre rare) e restiamo impotenti di fronte al genocidio del popolo palestinese e a una crisi climatica che sconquasserà la vita di miliardi di persone.
La concentrazione della ricchezza è ormai paradossale: si stima che l’1% della popolazione mondiale controlli oltre il 90% delle risorse e che una dozzina di miliardari possieda quanto i 4 miliardi di persone più povere del pianeta.
I ricchi e i privilegiati si salveranno comunque, e forse Cacciari non farà in tempo a vedere i segni del cambiamento.
Ma le ragioni per combattere questo sistema ci sono tutte, e devono emergere attraverso una reale presa di coscienza che vada oltre la propaganda dei social network.
I miei pensieri sono “cortissimi” e si radicano nella concretezza dell’azione locale e della sostenibilità: sono i processi di democrazia partecipativa, i Contratti di Fiume, i piani per la sicurezza idraulica, l’idraulica democratica, gli interventi per rendere più sicuro e sostenibile il nostro territorio.
È il Corollario idraulico di Pattaro applicato alla regola scientifica del 3-30-300 del prof. Cecil Konijnendijk (3 alberi visibili da ogni casa, 30% di copertura arborea nel quartiere, 300 metri di distanza massima da un parco verde).
Nel film Ogni maledetta domenica, Al Pacino ricorda che la differenza tra la vittoria e la sconfitta si gioca sulla somma di tutti i centimetri e i secondi che si riescono a strappare agli avversari.
Le forze della conservazione, della reazione, della disuguaglianza sociale e del populismo si battono così: un centimetro alla volta, un secondo alla volta.
A quegli attimi e a quei centimetri si sommeranno anche i miei cortissimi pensieri.
Sono la concretezza di chi non si arrende all’autodistruzione e lavora, giorno dopo giorno, per migliorare questo mondo.

Angelo Sentieri Contratti di fiume Enrico Berlinguer Luca Mercalli Marcia Liberazione fiumi Massimo Cacciari Paolo Dalla Vecchia pensieri corti pensieri lunghi